Rilanciare le zone colpite dal sisma attraverso il turismo. È l’obiettivo del Consorzio Salariaè, una rete di imprese che coinvolge 21 aziende di filiera dell’Alta Valle del Velino e delle Terre di Amatrice attraverso il progetto «Alteterre – La natura su misura», che propone un’idea originale e poco impegnativa: quella del pic-nic diffuso.

Sono passati due anni dal terremoto che ha distrutto affetti e beni materiali. «Sfumato il tempo del dolore, archiviato il tempo della solidarietà, rischia di incombere il momento della depressione», racconta una delle sorelle che gestisce l’agriturismo-fattoria Santarelli. «Per questo – aggiunge – è bene investire idee ed energie in un progetto che ci rimetta in moto».

I presupposti non mancano: l’area investita dal sisma (Amatrice-Accumoli, Cittareale, Posta e Antrodoco-Cittaducale-Castel Sant’Angelo) si trova nel centro esatto dell’Italia, a pochi chilometri da Roma, ma è facilmente raggiungibile anche dall’Umbria, dalla Toscana, dalle Marche e dall’Abruzzo. Il calendario degli appuntamenti per l’estate è ricchissimo: dal motoraduno ad Accumoli, alla festa della birra prevista a Cittareale. Sempre a Cittareale immancabili anche le gare della ruzzola (in cui le forme dei formaggi si sfidano rotolando dai pendii).

Più spirituali gli appuntamenti proposti dalla frazione di Posta (come la festa della Neve, ad agosto), anche se non manca un più prosaico appuntamento con la Sagra del fritto misto tradizionale. Per chi ama le lumache, imperdibile l’appuntamento con la sagra di Antrodoco.

«Quello del pic-nic diffuso è un format perfetto per un territorio che vanta oltre 600 chilometri quadrati di incontaminata bellezza – spiega Emidio Gentili, Presidente del Consorzio Salariaè – tra alte vette, straordinarie vallate, borghi suggestivi, fiumi e cascate». A questo si aggiunge una cucina conosciuta e apprezzata per i suoi salumi, formaggi, carni, legumi, le immancabili Amatriciana e Gricia, gnocchi ricci e stracci antrodocani.

Nella zona non smettono mai di ricordare che Amatrice si meritò l’appellativo di «città dei cuochi dei Papi», quando molti pastori furono costretti a trasferirsi a Roma per la profonda crisi che investì la pastorizia.

«L’idea – continua Gentili – è quella di offrire a ognuno una gita fuori porta personalizzata: che si sia alla ricerca di un’esperienza gastronomica o di un’escursione, di un pomeriggio di relax in riva a un lago o di un giro in moto, di una pedalata tra vette silenziose o di una mattinata tra gli animali».

Si propone timidamente un pic-nic diffuso, ma è chiaro che l’auspicio di questi 21 imprenditori (di cui fanno parte agriturismo in prevalenza, ma anche un caseificio, un birrificio, un albergo diffuso, un’azienda agricola, un bed and breakfast, una osteria) sia quello di trattenere turisti almeno per un fine settimana. «I turisti non si fermano più a dormire – dicono – hanno paura».

Intanto, come ogni pic-nic che si rispetti, il Consorzio ha già pensato ai cestini: piccole scatole di cartone per uso alimentare, che i turisti potranno decidere di utilizzare in loco, per la loro gita, oppure portare a casa, per assaggiare le delizie del territorio (prezzo medio: dai 5 ai 15 euro). «Senza dimenticare – conclude Gentili – che se ci si vuole trattenere per una notte, un weekend o più giorni, le aziende saranno felici di cucire su misura la vacanza ideale per tutti».

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