La cabina regia per l’internazionalizzazione, istituita dalla Farnesina, ha confermato il Piano Straordinario previsto per il Made in Italy per il 2019. A parteciparvi sono stati gli esponenti più in vista del mondo pubblico-privato, quali: il Ministro degli Esteri e dello Sviluppo Economico, Enzo Moavero Milanesi e Luigi Di Maio che hanno condiviso l’approvazione di un documento in cui si sottolinea l’esigenza di uno stanziamento per il 2019 che si attesta intorno ai €130-€150 milioni di risorse aggiuntive rispetto a quelle della programmazione ordinaria (€16,5 milioni). Inoltre, per il 2019, sono stati recuperati altri €50 milioni accantonati dal precedente Governo utilizzando Fondi dello Sviluppo Economico. Dunque, per il 2019, le risorse complessive dovrebbero ammontare a circa €200 milioni.

Alla cabina regia hanno partecipato: i principali soggetti pubblici che si occupano di internazionalizzazione, le associazioni imprenditoriali e i rappresentanti delle Regioni, dove hanno condiviso obiettivi quali: aumentare la quota delle aziende che esportano in modo abituale, soprattutto tra le PMI e nel Mezzogiorno e far crescere il peso delle vendite online.

Le imprese italiane che esportano sono 195.745, di cui il 93,5% del totale esprime solo il 23,9% delle esportazioni. Nell’e-commerce, l’Italia registra solamente il 25°posto su 28 Paesi europei per quota di PMI che vendono online.

Per le iniziative e procedure di sostegno rivolte alle PMI, si prevedono: voucher per l’assunzione a tempo di export managers, in particolare per: aggregazioni, filiere e reti di impresa. Al vaglio anche il progetto pilota: “temporary digital manager”, proprio per sviluppare i canali digitali.

La volontà è quella di concedere maggiore spazio alla Cina e ai Paesi emergenti; in particolare, grazie alle nuove opportunità commerciali per le imprese del Made in Italy, attraverso HelloITA: il padiglione virtuale che punta a far crescere l’e-commerce italiano.

Si tratta di un hub digitale frutto della partnership tra l’Agenzia ICE e Alibaba Group volto a promuovere l’export delle eccellenze italiane e sostenere la diffusione dei prodotti e della cultura del Made in Italy in Cina attraverso l’innovazione digitale.

L’iniziativa prevede, a supporto delle imprese italiane sui canali e-commerce, l’apertura su Tmallil centro commerciale digitale più ambito della Cina – di un intero padiglione virtuale, HelloITA, dedicato sia alle aziende italiane già operative sul marketplace diretto Tmall e su quello cross-border Tmall Global, che a realtà esordienti che intendono espandere la propria presenza sul mercato cinese.

Con un investimento complessivo di € 2,5 milioni in attività di comunicazione e promozione online e offline, HelloITA fa parte del piano straordinario per il Made in Italy dell’agenzia governativa per la promozione delle imprese italiane all’estero e conta già 80 aziende provenienti dal settore moda, agroalimentare e design, di cui il 50% PMI, che hanno aderito a costo zero.

Si tratta in sostanza di una landing page che offre maggiore visibilità alle aziende italiane, così da generare traffico e aumentare il tasso di conversione dei clic in acquisti.

L’attività di promozione prevede la partecipazione di noti influencer cinesi e una suite di soluzioni all’avanguardia per la profilazione ad alta efficacia dei consumatori digitali.

L’obiettivo è di consentire alle imprese italiane di recuperare l’attuale gap con le imprese di Spagna, Francia e Germania: l’e-commerce vale circa il 10% del retail mondiale, con un tasso di crescita del +15-20% contro il +4/5% del retail, e la Cina pesa per il 35% del mercato a livello globale (insieme agli USA fanno più del 50%).

Eppure, spiega il presidente ICE, Michele Scannavini: “Meno del 10% delle imprese italiane fatturano in e-commerce, un valore inferiore a quelli oltre che alla media europea. Anche per quanto riguarda gli acquisti siamo in una posizione significativamente inferiore rispetto ai paesi UE di riferimento. Motivo per cui l’Italia deve recuperare un ritardo e questa non è un’opzione, ha spiegato il presidente ICE è un percorso obbligato.

Il primo appuntamento importante per HelloITA sarà la giornata dei single a novembre, si proseguirà con il Capodanno cinese, il Natale e la Festa della Mamma.

Proposte di Internazionalizzazione in Cina: il mercato luxury

La Cina, nel 2016, ha fatto registrare una crescita nella quota di mercato del lusso globale del +1% circa, secondo quanto riportato nell’ultima survey Bain & Company. E le stime sono molto positive anche per il 2019: secondo la Fondazione Altagamma il mercato del lusso continuerà a crescere nei prossimi anni a un tasso medio annuo del 2-3%, portando i clienti cinesi a rappresentare, entro il 2020, circa il 34% dei consumi totali del settore luxury.

Il mercato dei beni personali di lusso attraversa una fase di consolidamento. Lo scenario di mercato futuro sarà inevitabilmente definito dalle decisioni strategiche dei brand ma la chiave rimane implementare le values proposition localmente e sviluppare, far crescere, mantenere i migliori talenti per vincere in un mercato sempre più sfidante.

Le tendenze dei consumatori cinesi clienti dell’industria del lusso stanno tuttavia cambiando, nonostante continuino a fare acquisti in viaggio (secondo uno studio condotto da Contact Lab) sembrano preferire sempre di più gli acquisti effettuati nel mercato interno, tanto che la percentuale di beni di lusso acquistati all’estero dai cinesi è passata nei primi quattro mesi del 2016 dal 43% al 40%. Ad incidere su questo andamento le recenti riforme politiche ed economiche del Governo Cinese che hanno introdotto nuove politiche tariffarie per i viaggiatori, importatori e venditori on-line stranieri, l’allineamento dei prezzi dei prodotti di lusso a quelli europei e il moltiplicarsi dei negozi duty-free.

La scelta dei consumatori cinesi si orienta, quindi, verso le offerte migliori. Se il prezzo offerto all’estero per un bene è migliore di quello offerto dal mercato cinese, allora gli acquisti avverranno naturalmente all’estero, sfruttando i canali di e-commerce, e ancora di più del mobile shopping, alimentando la crescita che entrambi i canali stanno sperimentando a livello globale.

Social media e SEO in Cina

Un elemento interessante da sottolineare, che differenzia il mercato cinese da quello occidentale, riguarda l’influenza dei social media: in Cina la parte da leone non spetta a Facebook e Instagram ma a Wechat (62%) e Youku (48%) che contano 786,9 milioni di utenti attivi in Cina, pari ad oltre il 56% della popolazione cinese, di cui il 25% accede da mobile. Particolare rilievo viene dato ai video ed ai filmati, anche pubblicitari dei brand di lusso, diffusi online.

Per avere realmente successo in Cina è cruciale tenere presenti e conoscere, soprattutto ai fini del posizionamento sui motori di ricerca (Baidu è il motore di ricerca più utilizzato in Cina), le caratteristiche dalla lingua, che si presenta vasta e variegata, composta da centinaia di varianti linguistiche distinte.

Bisogna poi essere consapevoli della normativa vigente, ad esempio ai siti web commerciali viene richiesta la licenza ICP (Internet Content Provider) e per tutti i siti web in Cina è obbligatoria la licenza Bei’an.

Il Ministero della Pubblica Sicurezza gestisce inoltre un sofisticato sistema di controllo dei contenuti sul web, il Great Firewall che impedisce automaticamente l’accesso ad oltre 18.000 siti, in base a 60 norme sulla fruizione delle informazioni in rete.

Viste la complessità, la competitività e le peculiarità di questo mercato, nonché le difficili normative e licenze necessarie ad avviare un business online, per sfruttare al massimo le potenzialità che il mercato cinese del luxury offre, l’ideale sarebbe affidarsi ad un partner competente ed esperto del mercato cinese come CDNetworks, che mette tra l’altro a disposizione un semplice e rapido test prestazionale da browser per verificare e conoscere alcuni dei principali problemi che il proprio sito web potrebbe avere in Cina, come tempi di caricamento e pagine bloccate.

L’elenco dei settori prioritari per l’export: meccanica, agroalimentare, scienze e tecnologia, green economy. Importante anche la promozione di alcuni settori “government to governament”: energia, difesa, aerospazio. Il Ministro dell’Economia in Italia, Giovanni Tria, ha evidenziato l’importanza di agire in continuità per dare respiro alle politiche di promozione e sviluppare una sorta di Amazon per il Made in Italy, che facili le vendite dei prodotti italiani.

In Cina è possibile esportare attraverso il canale cross border gestendo la logistica direttamente dall’Italia, servendo un mercato in crescita (entro il 2020 oltre il 50% dei buyer digitali acquisterà cross-border) e beneficiando di un regime agevolato rispetto alla presenza diretta sia in termini fiscali che di regolamentazione tecnica sul prodotto (etichette, registrazioni, autorizzazioni…).

Il cross-border può essere una strategia efficace per accedere al mercato cinese, infatti a differenza del consumatore occidentale, quello cinese attribuisce valore alla spedizione proveniente dall’Italia nonostante le tempistiche di consegna.

 

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